Oggi inizia la rubrica sui vini internazionali: parto dalla Francia con uno Chardonnay di Borgogna

Oggi inauguro una nuova rubrica del blog dedicata ai vini internazionali che mi piacciono, quelli che – da enologo – continuo a bere, studiare e usare come riferimento.

Non guide, non classifiche, ma vini che hanno qualcosa da dire nel bicchiere.

Inizio dalla Francia, e più precisamente dalla Borgogna, con uno dei vitigni che più mi affascina per precisione ed eleganza: lo Chardonnay.

Perché proprio uno Chardonnay di Borgogna

Da enologo, lo Chardonnay di Borgogna è una sorta di manuale vivente di equilibrio.

È un vino che insegna più con la sottrazione che con l’eccesso.

Qui lo Chardonnay non è mai urlato:

l’alcol è misurato, il legno è integrato, l’acidità è naturale, non costruita.

Il risultato è un vino che parla di territorio prima che di tecnica.

Cosa rende unico lo Chardonnay borgognone

In Borgogna il vitigno è solo una parte della storia. Il resto lo fanno:

Clima fresco, che preserva acidità e tensione Suoli calcarei, fondamentali per finezza e mineralita’, Vinificazioni rispettose, spesso con fermentazioni spontanee e affinamenti sui lieviti.

Il legno, quando c’è, non aromatizza, ma struttura.

Il vino non sa di barrique: sa di vino.

Nel bicchiere: cosa cerco (e cosa trovo)

Quando bevo uno Chardonnay di Borgogna che mi convince, cerco:

profumi di agrumi, mela, pera, a volte nocciola una bocca tesa, mai pesante una chiusura salina, lunga e pulita.

È un vino che non stanca e che invita al secondo sorso, qualità tutt’altro che scontata.

Perché mi piace da enologo

Mi piace perché è un vino onesto.

Non cerca di piacere a tutti, ma quando lo capisci, ti resta in testa.

È uno Chardonnay che dimostra come:

la tecnica debba servire il vino, non dominarlo la freschezza sia più importante della potenza l’eleganza sia una scelta, non un caso.

A cosa lo abbino (davvero)

Lo Chardonnay di Borgogna è uno dei vini più versatili a tavola, se abbinato con criterio.

I miei abbinamenti preferiti:

Pesce al burro o alla griglia, Crostacei, soprattutto capesante e gamberi, Carni bianche (pollo, faraona, vitello), Formaggi a pasta morbida, non troppo stagionati.

Evito piatti troppo speziati o eccessivamente grassi: questo vino ama l’equilibrio, anche nel piatto.

Una rubrica che parte da qui

Questa rubrica nasce per raccontare i vini internazionali con gli occhi dell’enologo, senza filtri commerciali.

Partire dalla Borgogna era inevitabile: è una scuola, prima ancora che una regione.

Nel prossimo articolo continuerò questo viaggio fuori dall’Italia, restando sempre fedele a una sola regola:

scrivere solo dei vini che berrei davvero.

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