🌿 Le mie attività fisiche preferite? Camminare tra i vitigni che incontro nel mio lavoro

Quali sono le tue attività fisiche o esercizi preferiti?

Quando penso all’attività fisica, non mi vengono in mente palestre, allenamenti rigidi o contapassi frenetici. Per me il movimento è prima di tutto un modo per respirare, osservare, connettermi con ciò che mi circonda.

Ed è proprio durante le mie giornate di lavoro, tra un’azienda e l’altra, che ritrovo la mia forma più naturale di benessere: camminare tra i vitigni.

🍇 Camminare tra i vigneti: un’attività semplice che rigenera

Ogni azienda che visito è immersa in un paesaggio diverso: colline morbide, filari ordinati, silenzi interrotti solo dal fruscio delle foglie. Camminare tra i vigneti è diventato il mio esercizio preferito perché:

Riconnette alla terra: ti ricorda quanto il lavoro agricolo sia fatto di pazienza, stagioni e cura. Libera la mente: qualche minuto fra i filari vale più di qualsiasi meditazione guidata. Allena senza stress: un’attività dolce che fa bene al corpo senza affaticarlo. Racconta storie: ogni vigna ha una voce propria, fatta di aromi, colori e tradizioni.

🌤️ Un piacere in ogni stagione

Primavera: i filari si risvegliano, l’aria profuma di nuovo.

Estate: il verde è intenso, camminare al mattino presto è un rito irrinunciabile.

Autunno: la luce si scalda, le foglie si tingono d’oro e rosso — una vera esperienza sensoriale.

Inverno: il silenzio dei vigneti dormienti ha un fascino unico, quasi meditativo.

🚶‍♀️ Perché è un’attività che consiglio a tutti

Non serve attrezzatura particolare, né grande preparazione.

Basta: un paio di scarpe comode, qualche minuto di tempo, e la curiosità di lasciarsi sorprendere dal paesaggio.

Camminare tra i vitigni non è solo un esercizio fisico, è un atto di cura verso sé stessi, un modo per ritrovare equilibrio e ispirazione — qualità preziose anche nel lavoro.

Il movimento che nasce dal territorio

Ogni mia camminata diventa un’occasione per osservare da vicino l’impegno delle aziende che visito, capire meglio il loro rapporto con la terra e trasformare queste impressioni in racconti, strategie e idee.

Perché alla fine il territorio non lo si racconta soltanto… lo si vive, passo dopo passo.

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