Il mio primo giorno in enologia

Raccontaci del tuo primo giorno in qualcosa: a scuola, al lavoro, come genitore, ecc.

Ci sono giorni che non si dimenticano. Non perché siano perfetti, ma perché segnano un inizio.

Il mio primo giorno in enologia è stato esattamente così: un misto di emozione, timore, curiosità e una profonda sensazione di essere nel posto giusto.

Entrare per la prima volta in cantina non è stato solo varcare una soglia fisica, ma mentale. L’odore intenso del mosto, il rumore sommesso delle macchine, le botti silenziose che sembrano osservarti: tutto parlava una lingua nuova, che ancora non capivo ma che sentivo già mia.

Tra teoria e realtà

Fino a quel momento l’enologia era stata studio, appunti, concetti. Quel giorno, invece, è diventata materia viva. Ho capito subito che il vino non si impara solo sui libri: si ascolta, si osserva, si tocca. Ogni gesto aveva un significato, ogni scelta una conseguenza. Nulla era lasciato al caso, e allo stesso tempo tutto dipendeva da fattori che non si possono controllare fino in fondo.

È stato lì che ho compreso una delle verità più affascinanti di questo mestiere: l’enologo non comanda la natura, dialoga con lei.

L’umiltà dell’inizio

Il primo giorno non ti senti esperto, ti senti piccolo. E va bene così. Ho fatto domande semplici, a volte banali, e ho ascoltato più di quanto abbia parlato. Ho imparato che in cantina l’umiltà è una virtù fondamentale, tanto quanto la competenza. Perché il vino, prima o poi, rimette tutti al proprio posto.

Una scelta che profuma di futuro

A fine giornata ero stanco, con le mani che sapevano di uva e la testa piena di informazioni nuove. Ma dentro sentivo una certezza: avevo scelto un percorso che mi avrebbe insegnato molto più di una professione. Mi avrebbe insegnato la pazienza, l’attenzione, il rispetto per il tempo e per la terra.

Il mio primo giorno in enologia non è stato solo l’inizio di un lavoro. È stato l’inizio di una relazione profonda con il vino, fatta di ascolto, studio e passione.

E so che, da quel giorno, ogni bottiglia avrà sempre una storia in più da raccontarmi.

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