Il mare di Parenzo e il vino: quando l’Adriatico incontra la Malvasia istriana

Parenzo, oggi Poreč, è uno di quei luoghi dell’Istria croata dove mare, territorio, gastronomia e vino sembrano appartenere alla stessa storia. Affacciata sulla costa occidentale dell’Istria, la città vive da secoli un rapporto molto stretto con l’Adriatico e con la viticoltura dell’entroterra. (porec.hr)

Da appassionata di enologia, considero Parenzo una destinazione particolarmente interessante proprio per questo equilibrio: da una parte il mare, con le sue coste e il clima mediterraneo; dall’altra i vigneti che si sviluppano pochi chilometri nell’interno, su terreni e microclimi differenti.

Il mare di Parenzo: bellezza, trasparenza e qualche limite

Il mare rappresenta senza dubbio uno dei grandi punti di forza di Parenzo. La costa offre numerose spiagge, baie, aree verdi e passeggiate sul lungomare, elementi che hanno contribuito alla forte vocazione turistica della città. L’Ente per il Turismo dell’Istria descrive Poreč come una delle principali destinazioni della costa occidentale istriana, apprezzata anche per la pulizia e la qualità degli spazi pubblici. (Istra)

Un dato particolarmente interessante riguarda la qualità delle acque. Il programma croato di monitoraggio della balneazione controlla parametri microbiologici e ambientali durante la stagione balneare. In un monitoraggio pubblicato dal Comune di Poreč, tutti i 30 punti di campionamento presenti nel territorio cittadino risultavano classificati come eccellenti nel campionamento citato. (porec.hr)

I pregi del mare

Dal punto di vista turistico, i vantaggi sono evidenti:

  • acqua generalmente molto pulita;
  • numerose possibilità di balneazione;
  • costa facilmente accessibile;
  • presenza di pinete e aree verdi;
  • possibilità di abbinare mare, gastronomia e turismo culturale;
  • vicinanza ai territori vitivinicoli dell’Istria occidentale.

Il principale difetto, se vogliamo trovarne uno, è che durante l’alta stagione Parenzo può diventare molto affollata. Il turismo è infatti una componente fondamentale dell’economia locale e la città è una delle destinazioni più frequentate della Croazia. (porec.hr)

Per chi cerca tranquillità assoluta, quindi, luglio e agosto potrebbero non essere il periodo ideale. Per chi invece ama la combinazione tra mare, ristorazione, passeggiate e vita turistica, l’atmosfera estiva può rappresentare proprio uno dei suoi punti di forza.

Dal mare alle vigne: il vero carattere di Parenzo

Il passaggio dal mare ai vigneti è molto rapido.

Il territorio parentino possiede una tradizione vitivinicola antichissima: la coltivazione della vite in Istria e nell’area di Parenzo è documentata fin dall’antichità, anche attraverso testimonianze risalenti al periodo romano. Il clima mediterraneo, con estati calde e inverni relativamente miti, ha favorito storicamente la viticoltura. (Porec)

Ed è proprio qui che, secondo me, Parenzo diventa interessante dal punto di vista enologico.

Il vino non nasce semplicemente dal vitigno, ma dall’interazione tra varietà, terreno, clima, esposizione, gestione della vigna e lavoro del produttore.

In Istria troviamo una grande diversità pedologica. La cosiddetta terra rossa, particolarmente caratteristica delle zone costiere, convive con terreni più chiari e argillosi presenti nell’interno della penisola. L’Ente per il Turismo dell’Istria evidenzia proprio il ruolo dell’incontro tra influenze mediterranee e alpine, terreno e morfologia nel determinare il carattere dei vini istriani. (Istra)

La Malvasia istriana: il vino simbolo

Quando parliamo di vino a Parenzo, il primo nome che viene spontaneo è Malvasia istriana.

Nel territorio parentino è il vitigno bianco più diffuso, affiancato da Pinot bianco, Pinot grigio e Chardonnay. Tra le varietà rosse troviamo invece soprattutto Terrano, Merlot e Cabernet Sauvignon. (Myporec Mail)

La Malvasia istriana è particolarmente interessante perché può assumere espressioni differenti a seconda del territorio e delle scelte del produttore.

Un’enologia moderna non dovrebbe quindi fermarsi alla domanda: “Qual è la Malvasia migliore?”.

La domanda più corretta è:

“Quale Malvasia esprime meglio il proprio terroir e il proprio stile?”

È una differenza sostanziale.

I pregi della Malvasia di Parenzo

Dal punto di vista enologico, uno dei principali pregi della Malvasia istriana è la sua capacità di combinare freschezza, aromaticità e struttura.

Nelle interpretazioni più giovani può risultare particolarmente piacevole come vino estivo, grazie alla componente fresca e aromatica. È un vino che può accompagnare molto bene il pesce dell’Adriatico, i crostacei, i molluschi, i primi piatti di mare e alcune preparazioni della cucina istriana.

Ma la Malvasia non deve essere necessariamente considerata soltanto un vino “da aperitivo”.

Le migliori interpretazioni possono avere maggiore complessità, struttura e capacità evolutiva, soprattutto quando il produttore lavora attentamente sulla maturazione delle uve, sulla vinificazione e sull’affinamento.

La varietà diventa quindi interessante proprio per la sua versatilità.

Il rapporto tra mare e vino: attenzione a un equivoco

Qui faccio una precisazione da enologo.

È affascinante parlare di “vino del mare”, ma bisogna evitare semplificazioni.

Il fatto che un vigneto sia vicino all’Adriatico non significa automaticamente che il vino acquisisca un gusto salmastro proveniente direttamente dal mare.

La percezione di sapidità e mineralità di un vino è un fenomeno molto più complesso e può essere influenzato da acidità, composizione del terreno, maturazione delle uve, condizioni climatiche, tecniche di vinificazione e caratteristiche della singola annata.

La vicinanza al mare contribuisce invece al contesto climatico e ambientale del territorio, insieme ad altri fattori.

Questa distinzione è importante perché il concetto di “vino che sa di mare” è molto affascinante dal punto di vista comunicativo, ma non deve diventare un’affermazione tecnica priva di fondamento.

I diversi terreni cambiano davvero il vino

Uno degli aspetti più interessanti dell’Istria occidentale è proprio la varietà dei suoli.

Un esempio particolarmente significativo arriva dagli studi e dalle sperimentazioni della cantina Cattunar, che ha distinto quattro differenti tipologie di terreno nei propri vigneti: grigio, nero, rosso e bianco.

La cantina ha prodotto Malvasie provenienti dalle diverse tipologie di suolo, osservando differenze organolettiche e analitiche tra i vini. È un esempio concreto di quanto il concetto di terroir possa essere importante nella lettura del vino istriano. (cattunar.hr)

Questo significa che anche all’interno di una stessa denominazione e utilizzando lo stesso vitigno possiamo trovare vini molto differenti.

Ed è proprio questa diversità che rende interessante l’enologia istriana.

I difetti? Non tutto è perfetto

Se devo individuare alcuni possibili difetti del vino di Parenzo, non parlerei tanto di problemi strutturali della zona quanto di rischi legati allo stile produttivo e al turismo.

Il primo è la possibilità che alcuni vini vengano concepiti principalmente per il consumo turistico, privilegiando immediatezza e facilità di beva rispetto alla complessità.

Il secondo è il rischio di generalizzare: dire “Malvasia istriana” non significa automaticamente parlare dello stesso stile di vino.

Esistono produttori, vigneti, microzone e interpretazioni differenti.

Un altro aspetto da considerare è l’annata. Le estati calde possono favorire una buona maturazione delle uve, ma temperature elevate eccessive possono incidere sull’equilibrio tra zuccheri, acidità e componente aromatica. Anche per questo il lavoro del viticoltore e dell’enologo diventa determinante.

Parenzo: mare, vino e identità istriana

Il vero pregio di Parenzo, a mio avviso, è proprio la possibilità di vivere il territorio in maniera completa.

Si può iniziare la giornata davanti all’Adriatico, passeggiare nel centro storico, visitare la Basilica Eufrasiana, patrimonio UNESCO, e poi spostarsi verso l’entroterra per incontrare vigneti e cantine. La storia della città e il suo rapporto con il turismo sono infatti strettamente legati alla posizione geografica e al patrimonio culturale. (porec.hr)

E dopo una giornata al mare, davanti a un calice di Malvasia istriana, il territorio assume una prospettiva diversa.

Non si beve semplicemente un vino.

Si beve una parte dell’Istria.

Il mio giudizio da enologo

Mare di Parenzo: 9/10

Pulizia, paesaggio, servizi e possibilità di abbinare mare e cultura sono i suoi punti di forza. Il principale limite è l’affollamento dell’alta stagione.

Vino del territorio: 9/10

La Malvasia istriana è il grande punto di riferimento, ma il vero valore sta nella diversità dei terroir e nella capacità dei produttori di interpretarli.

Esperienza enogastronomica: 9,5/10

È probabilmente il connubio più interessante: pesce dell’Adriatico, olio extravergine istriano e vini locali possono creare un’esperienza gastronomica di grande identità.

Conclusione

Parenzo non è soltanto una località balneare croata.

È un territorio nel quale il mare e la viticoltura convivono a pochi chilometri di distanza. L’Adriatico rappresenta il paesaggio, il clima e l’identità turistica; le colline e i suoli dell’entroterra rappresentano invece una parte fondamentale dell’identità vitivinicola.

La Malvasia istriana è forse il modo migliore per raccontare questo territorio in un calice: un vino che può essere fresco e immediato, ma anche strutturato e complesso, a seconda del vigneto e delle scelte del produttore.

E forse è proprio questo il bello di Parenzo: prima il mare, poi il vigneto, infine il calice.

Fonti

  • Città di Poreč-Parenzo – Turismo e storia della città. (porec.hr)
  • Ente per il Turismo dell’Istria – Poreč. (Istra)
  • Ente per il Turismo di Poreč – Produttori di vino e distillati. (Myporec Mail)
  • Ente per il Turismo dell’Istria – Teran, Malvasia e Moscato. (Istra)
  • Città di Poreč-Parenzo – Monitoraggio della qualità del mare. (porec.hr)
  • Governo della Repubblica di Croazia – Sea bathing water quality. (Governo Croato)
  • Vina Cattunar – Four Soils Project. (cattunar.hr)

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